Difetti maschili che le donne notano senza che i maschi lo sappiano

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Tutti gli uomini sanno quali sono i punti cardine del loro aspetto che le donne valutano nel rituale della scelta delle caratteristiche genetiche che maggiormente meritano un vantaggio darwiniano. Tutti gli uomini sono perfettamente a conoscenza del fatto che percentuali stellari di ragazze sbavino dietro al fisico di Ryan Gosling, ai capelli di Chris Hemsworth, agli occhi di Bradley Cooper.

Quello che spesso gli uomini non considerano è che la donna è un animale da shopping, capace di fissare per ore rastrelliere piene di abitini in saldo o espositori pieni di braciole di maiale in offerta per scegliere l’articolo più soddisfacente e scartare gli altri sulla base di indizi ben più sottili. Siccome abbiamo elencato i difetti femminili che le donne non sanno di avere, ora vediamo insieme alcuni dei particolari che nella loro esuberante semplicità calamitano immediatamente lo sguardo critico dell’esemplare femmina:

difetti maschili

Le tettine.

L’accenno di tettina sotto maglietta di microfibra. Solo i più magri o tonici si salvano dal capezzolo lievemente ripieno che si punta contro la maglietta, e la microfibra non perdona. Ci sono poche cose nel fisico di un uomo più ipnotiche di questa.

La linea del culo.

La linea del culo che parte troppo in alto. Troppo in alto rispetto alla cintura. La meravigliosa landa selvaggia che alberga tra le natiche di un ragazzo può rivelarsi fin troppo, quando il suddetto si piega in avanti per motivi vari, o peggio ancora se basta una stiracchiatina con salita di maglietta.

La fuggevole peluria.

I peli che spuntano dal collo della maglietta. Da dietro. Inevitabilmente ci immaginiamo un tappetino continuo e rigoglioso a proteggere spalle e dorso dell’orsetto che abbiamo di fronte, con tanto di scritta “welcome” rasata nel mezzo.

I peli del naso.

Ciuffetti di peli che fuoriescono dalle narici. Il ciuffettino solitario, impavido, di solito asimmetrico, monolaterale. Dopo 2 minuti che ci hai fissato lo sguardo inizi a immaginare come sarebbe con delle perline infilate.

La barba che imbarazza se stessa.

La barba sfigata. Fine, a chiazze, con radure, quella che ti costringe a rasarti sempre. Al di là della sofferenza del non poter sperimentare con i look in questo periodo in cui stanno tornando di gran moda gli incroci tra un taglialegna canadese e Babbo Natale (ma con gli occhiali), almeno finchè non perderai anche i capelli sei costretto ad esibire un documento per conquistarti dell’alcool nelle serate nei locali.

Punte acuminate.

Gomiti affilati, polsi appuntiti, costole impietose, anche prominenti. Insomma, sporgenze! Se somigli alla matrigna-ragno di Coraline e pensi di abbracciarmi, vacci piano!

Senza culo.

Sederino piatto. La schiena si continua direttamente nella gambe senza le tanto familiari protuberanze. Se associato a pancia non proprio piatta, l’intera figura assume una silhouette a “sofficino”.

Il collo con la bocca.

I rotoli posteriori sul collo. Prerogativa di alcuni maschi, non necessariamente associati a sovrappeso, si formano di solito all’altezza della nuca e fanno tanto pensare ad un carlino.

Testa a missile.

La testa di forma strana. A punta di proiettile, a scatola sfondata nel mezzo, a cuore, a cervellone malvagio dei cartoni animati… Quelle meravigliose conformazioni della scatola cranica che in alcuni casi limite rimangono sconosciuti alla compagna (e talvolta anche al portatore stesso) perché coperti da una capigliatura rigogliosa e ondulata. Fino a che l’uomo comincia a perdere i capelli e decide di radersi la testa.

Il sagrato della chiesa.

I capelli a San Francesco, tipici di chi ha perso un po’ di flora nella parte in alto della testa, e ha un taglio che davvero non gli rende giustizia, gonfiandosi nella zona delle orecchie. Ottimo da abbinare con un saio, comunque.

Giulia Cecconi

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