6 tipici errori che l’uomo commette con una vagina

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L’uomo e l’orgasmo femminile sono come Cristoforo Colombo e le Indie. Tutto parte da una grande intuizione (“Se trovo un modo pratico per farla venire, me la darà più spesso”). Dopo enormi difficoltà – corteggiamento, cene, piccolo principe – finalmente il maschio è pronto a mettere in pratica le proprie capacità amatorie. Finirà ovunque, tranne dove voleva arrivare.

Nonostante la fatica e l’abnegazione, troppo spesso il maschio-Colombo non porta la sua compagna all’orgasmo, ma riesce solo a infastidirla. Questo perché, come Cristoforo non capiva una madonna di geografia, l’uomo spesso è scarsissimo in anatomia. Quindi ecco una pratica lista degli errori più classici che noi maschi commettiamo quando siamo alle prese con la vagina.

vagina-errori

#1. Obiettivi

Innanzitutto alla vagina bisogna arrivarci. Certo, ci sono moltissime altre cose che due persone di sesso opposto possono fare insieme – ma finire le cartucce durante una spagnola o una fellatio è un po’ come se Colombo, invece di affrontare l’oceano, si fosse limitato a cazzeggiare nel lago di Bracciano. Insomma, il bravo amante sa che il bon-ton richiede almeno una visita di cortesia tra le gambe della sua compagna.

 

#2. Dita

Anche l’utilizzo delle dita è fondamentale. Buona prassi è non confondere la vagina con un interruttore della luce – non è che se la pigi la tua compagna si accenderà di desiderio. Pazienza e un numero di dita che non le dia l’impressione di essere penetrata da un treno merci sono condizioni essenziali per non fare la figura del ragazzino che tratta la sua compagna come il joystick di una playstation.

 

#3. Cunnilingus

Sempre a proposito di ragazzini, la vagina non è un gelato – non è che la lecchi come vuoi, basta non sporcarsi la maglietta. Anche qui esistono strategie e galateo da osservare con scrupolo. Non siate troppo prevedibili, dosate sapientemente lingua e dita, puntate al clitoride senza dimenticare il resto, prestate attenzione alle sue reazioni. E, se potete, quando riemergete dagli abissi evitate l’espressione disgustata di uno che è appena uscito da una concimaia.

#4. Punto G

E poi il punto G, il sacro Graal dell’anatomia femminile, quello che tutti cercano senza troppo successo. Le teorie sono molte e variegate: forse esiste, forse no, è dalle parti del clitoride, no sarà vicini ai reni, ma no! seconda stella a destra e poi sempre dritto… Insomma, tentar non nuoce, ma trasformarvi in rabdomanti del punto G non è la soluzione.

 

#5. Penetrazione

Con la penetrazione è difficile sbagliare – eppure c’è chi ci riesce. A contare è soprattutto il ritmo: sia che iniziate piano per finire velocemente sia che facciate l’inverso, evitate il monotono su-giù da sesso domenicale delle coppie vicine alle nozze d’argento. Vietati anche il rapporto al rallenty e l’effetto-cagnetto, ovvero il dimenarsi ossessivo che le farà percepire tante vibrazioni e poco piacere. Cercate di prendere il suo ritmo e mantenete una velocità di crociera che le permetta di prendere il vostro. Sintetizzando: non pensate solo a venire.

 

#6. Clitoride

Ritorniamo infine al clitoride. Stimolarlo è fondamentale, ma non è né un gratta-e-vinci, né un pungiball. Le dita lo raggiungano con sicurezza, ma mica devono provare a staccarlo. La lingua lo massaggi nella sua interezza (non solo un assaggino), ma non è che se lo colpisci tante volte fai più punti. Come diceva Gandhi, “siate la leccata che vorreste ricevere”.

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Agostino Bertolin

Editor at Oltreuomo
Potevo entrare a Repubblica, GialloZafferano o in una fashion blogger. Ma ho scelto l'Oltreuomo, perché è il più serio di tutti.
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