I 10 indizi per stanare un gay latente

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Gli omosessuali latenti sono decine di decine e non tutti individuabili a occhio nudo. Sono quelli che i più magnanimi chiamano etero curiosi o velate, e che i gay di primo pelo amano stanare con leggiadria. Molti di loro non hanno capito di esserlo, mentre molti lo sanno benissimo, ma temono reazioni indignate di parenti e amici (che poi se sei pazzo di Britney Spears e ti sistemi le sopraciglia ogni due giorni, i tuoi parenti e amici lo sanno già). Ed è proprio per questo che sovente mi viene chiesto di attivare il gay-radar per individuare la sessualità di taluno o tal’altro amico dell’amico di amici. Stufo del troppo lavoro accumulato ho deciso di stilare un prontuario con i dieci indizi per stanare un gay latente. Attenzione: il prossimo gay potresti essere tu!

I dieci indizi per stanare un gay latente

 

#1 Hanno storie immaginarie
Tendenzialmente, non potendosi accoppiare con nessuna coetanea che capirebbe facilmente il trucco, millantano storie segrete, nella fattispecie con donne mature, retaggio forse del proprio complesso edipico. Molto più spesso queste presunte milf sono la panettiera sotto casa, l’adorata professoressa hippie, la propria cartomante o l’insegnate di pilates. Molto più spesso si tratta di storie segrete con imprenditori brianzoli, sposati.

#2 Il rapporto con la figa
Il rapporto verso il gentil sesso dei gay latenti è spesso contrastante. Ci sono da una parte quelli che non parlano mai di ragazze, non fanno apprezzamenti e non si esprimono su loro esperienze sessuali (probabilmente sono a un passo dal coming out) e quelli che parlano solo ed esclusivamente di figa, in modo alquanto ridondante e spesso poco credibile. Comune denominatore a entrambe le categorie è il fatto che sono sempre circondati da aitanti donzelle, senza mai concluderci nulla. Perché del resto Max Pezzali con “La regola dell’amico” è stato antesignano.

#3 Soffrono di omofobia
Per paura di essere scoperti, i gay latenti evitano di frequentare i gay dichiarati. Rifuggono al contatto il più possibile, sia visivo che fisico, generando in loro un desiderio sovraumano di stanarli. Nei casi più estremi scatta la violenza (intendo dei gay verso gli etero curiosi). Del resto lo sa anche Suor Germana che l’omofobia è il primo sintomo di una forte e grave omosessualità repressa.

#4 Sono iperaffettivi
Dall’altra parte ci sono quelli che esternano la loro dolcezza in modo decisamente sospetto. Spesso sono fidanzati e riversano sulle proprie ragazze la propria gaiezza, con vezzeggiativi del tipo “patatina”, “topolina”, “cuoricino”, “amorino”. Ecco prima di stenderli con una padellata, presentategli il vostro amico gay, magari fate cosa buona e giusta.

#5 I gusti musicali
Se il vostro amico d’infanzia dice di essere eterosessuale, ma conosce a memoria l’ultimo pezzo di Nicki Minaj, qualche domanda dovrebbe sorgervi spontanea. I gay latenti in pubblico dicono di essere fan dei Metallica, ma nella loro cameretta ballano con forza Rihanna, Beyoncé e l’intramontabile Britney. Potete stanarli solo in una serata in disco ad alta densità alcolica, quando sulle note di “Single Ladies” perderanno completamente l’autocontrollo.

#6 La cura del corpo
Se è vero, come è vero, che gli uomini oggi si curano più delle donne, è anche vero che è aumentato esponenzialmente il numero di beauty victim. È proprio tra quei contorno-occhi e quella crema anti-age che si nasconde il gay latente. Dunque, se nell’armadietto del bagno i prodotti di bellezza del vostro fidanzato superano in maniera esponenziale quello dei vostri, be’ fatevi qualche domanda. La risposta ve la do io: fra qualche mese sarà fidanzato con un make up artist di Kiko. Attenti poi alle sopracciglia ad ali di gabbiano: un piccione potrebbe cagarvi in faccia.

#7 Selfiemania
I selfie sono decisamente la malattia dell’ultimo anno, altro che l’Ebola. Se però il soggetto in questione fa un abuso spropositato dell’autoscatto, dimostrando un narcisismo incontrollabile, allora potrebbe entrare nel nostro studio di ricerca. Se poi la sua pagina Facebook è intasata di selfie a petto nudo, la diagnosi è pressoché fatta.

#8 Il look
Avere buon gusto nel vestire è una dote di molti uomini eterosessuali contemporanei. Le statistiche dimostrano, però, che la maggior parte di essi ha derive gaie. Se il pantalone è decisamente troppo stretto e la scarpa troppo stringata, non è solo una tendenza (o meglio non intesa come stile). Se poi il vostro uomo o il vostro migliore amico abbina compulsivamente le mutande ai calzini, in quel caso c’è ormai davvero poco da fare e tranquille, se lo portate a fare shopping con voi, state pur certe che non fisserà i culi delle commesse.

#9 La moda
Fate un esperimento. Chiedete al vostro amico ambiguo di dirvi chi è Jimmy Choo. Se vi risponde correttamente, regalategli un paio di scarpe (Jimmy Choo appunto), potrebbero tornargli utili.

#10 Il lavoro
Anche l’università e/o il lavoro sono indizi fondamentali per identificare l’orientamento sessuale. Se il vostro compagno di banco del liceo infatti ha scelto di fare architettura o è diventato designer d’interni, beh sappiate che non è perché fosse bravo in disegno tecnico. Diciamo più che ha uno spiccato senso estetico.

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Gli stilisti mi evitano, le pr non mi invitano ai party più glamour. Scrivo sull’Oltreuomo per vendicarmi di loro.
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